Roma, Paredes: ”Zidane e Riquelme i miei idoli, la musica nello spogliatoio la decido io”

Paredes Roma
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Nel corso di #AskParedes, il centrocampista della Roma Leandro Paredes ha risposto in live su profilo twitter della società alle domande dei tifosi.

Un momento in cui hai capito che il calcio potesse diventare un lavoro?
“Quando sono arrivato in prima squadra a 15 anni, lì ho capito che il calcio poteva diventare la mia vita”.

I miei idoli da bambino?

“Zidane e Riquelme. Tecnicamente Riquelme era uno dei giocatori più forti che abbia mai incontrato. Poi aveva anche una grande personalità”.

Il ricordo di quando sono arrivato?
“Miglior ricordo quando sono arrivato. Vedermi in quello spogliatoio era già tanto. È passato poco tempo da quando l’ho saputo a quando sono arrivato a Roma. Era gennaio. Non ho avuto tempo di dirlo agli amici, appena l’ho saputo ho detto subito di si”.

Rapporto con gli argentini?
“Grandissimo rapporto, si vede anche da Instagram. Stiamo tutti i giorni insieme, mangiamo spesso asado, lo fa sempre Perotti. Non so se sia il più bravo”.

Gol al Torino?
“Mi sono sentito bene, però penso che il gol al Sassuolo sia stato più importante. Con il Torino vincevamo già 3-0, però è stato molto bello. Ci provo in tutte le partite”.

Cosa penso di Salah?
“Persona molto tranquilla, parla meno di me. Come giocatore è molto importante. Forse è quello che cerco di più perché posso servirlo di prima quando va dietro i difensori”.

Emozione al primo gol?
“Grandissima, non giocavo molto ed è stato importante pareggiare quella gara”.

Ricordi di Empoli?
“Bellissimi, ho vissuto bene. Mi hanno trattato tutti bene. Porto dentro un grande ricordo”.

Gol preferito?
“Il primo al Boca, avevo 17 anni. Era il mio sogno fare gol alla Bombonera. Ho stoppato fuori area e ho calciato sul primo palo”.

Ti piacciono gli animali?
“Sì, ho due cani e anche un coniglio. Vanno tutti d’accordo”.

Qual è il tuo colore preferito?
“Il blu”.

Qual è la cosa che ti piace di più della città e della squadra?
“Della squadra mi piace molto il gruppo”.

Condividi la stanza con qualcuno in trasferta?
“No, è andato via Iturbe e ora sono da solo”.

Che tipo di musica ascolti?
“Reggaeton e cumbia argentina. Decido io la musica nello spogliatoio”.

In che ruolo giocavi nelle giovanili?
“Sempre trequartista, poi mi hanno messo davanti alla difesa all’Empoli. Mi piace molto questo ruolo, De Rossi può aiutarmi molto”.

Il tuo ruolo di regista?
“Mi piace, avevo dubbi in passato ma ora ho tanto contatto con la palla, qualcosa che mi piace. Devo però imparare ancora tanto, gioco in questo ruolo da solo 2 anni, posso ancora migliorare”.

Il compagno di squadra con cui hai il rapporto migliore?
“Fuori dal campo ho un buon rapporto con tutti, magari con gli argentini c’è qualcosa in più visto che ci frequentiamo tanto, anche con le nostre famiglie. In campo Salah, conosco i suoi movimenti e lui capisce i miei. Lui quando parte in ritardo arriva sempre in anticipo”.

Ti piacciono altri sport oltre al calcio?
“Si, mi piacciono tennis e basket e gioco molto a ping pong”.

Cosa avresti fatto nella vita se non fossi diventato un calciatore?
“Sinceramente non ci ho mai pensato”.

Quanti tatuaggi hai?
“Non so quanti ne ho, sono davvero tanti. Il primo è stato il nome di mia madre, tatuato sulla schiena. Non ho ancora finito”.

Si avvicina il derby, tu hai giocato Roma-Lazio ma anche Boca-River. Che sensazioni ti danno?
“Quasi uguali, sono derby molto simili e sentiti, portano le stesse emozioni”.

Il giocatore più forte affrontato in carriera?
“Messi”.

Come ti sei sentito al primo incontro con Totti?
“È stato strano, avere un compagno di squadra con la sua storia è una grande emozione. Mi ha sempre trattato benissimo e lo ringrazio per questo”.

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