Roma, Di Francesco: “Derby? Non è una partita come le altre”

Di Francesco
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In vista del derby capitolino, Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport. Tanti i temi affrontati dal tecnico giallorosso, di seguito le sue parole.

La Roma è in crescita, peccato in questo momento per la sosta, però ci sta, fa parte del gioco. Speriamo di ripartire con lo stesso piede con cui abbiamo finito. Trigoria mezza vuota? Abbiamo lavorato con quelli che c’erano, io ritengo che quando si allenano delle grandi squadre si sappia che tanti calciatori possono andare in nazionale, ti toglie qualcosa ma deve essere anche motivo di grande orgoglio per il fatto che questi ragazzi stanno facendo veramente bene nel club. Avremo poco tempo per preparare il derby, ma come ce l’hanno altre squadre del nostro livello.

Che cosa è il derby a Roma? Lo racconto con un aneddoto vissuto personalmente. La prima volta che ho giocato un derby, prima della gara siamo andati tutti insieme sotto la curva Sud. Vi assicuro che prima di una gara non mi erano mai tremate le gambe. Quella volta sì. E questa è un’emozione unica, non è mai stata una partita come tutte le altre. Sarà una partita da alta classifica, colgo anche l’occasione, dopo averlo fatto già in passato, di fare i complimenti a Simone Inzaghi, che sta facendo veramente un ottimo lavoro. Ha grande capacità sotto l’aspetto tecnico-tattico e sta mantenendo bene il gruppo in un ambiente non facile. 

Se Nainggolan ci sarà? Ci porteremo dietro questa valutazione fino all’ultimo, decideremo tra giovedì e venerdì. Peccato, stava crescendo. Perché Nainggolan segna meno della scorsa stagione? Parliamo meno dei singoli e più dei meccanismi di squadra, meglio qualche rete in meno ma qualche vittoria in più. 

Schick? È una prima o seconda punta che ha dato il meglio giocando sul centro-destra. Il campo è grande, uno bravo come lui saprò dove metterlo. 

Le parole di Dzeko sullo scudetto? Diciamo che glielo auguro… Non ci poniamo limiti o obiettivi, sarebbe bello stare in alto il più a lungo possibile ma la strada è ancora lunga. Ci vuole tempo per assimilare un nuova filosofia.

I rivali più temibili? Il Napoli ha eccellenti meccanismi e un ottimo allenatore ma ritengo la Juventus ancora la squadra da battere. 

Totti? Non sa ancora cosa fare da grande, è giusto che faccia questo percorso per capire. L’importante è che non faccia l’allenatore perché qui ci sono io! Scherzo, eh…“.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni ’90 e inizio 2000, l’amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.