Pescara, Muntari: “I tifosi facevano cori razzisti, l’arbitro non è in campo solo per fischiare. Dobbiamo dare il buon esempio”

Nel pomeriggio di oggi è andato in scena un brutto episodio allo stadio Sant’Elia di Cagliari: Sulley Muntari, centrocampista ghanese del Pescara, ha abbandonato il campo dopo che ha sentito dei cori razzisti al suo indirizzo.

L’ex mediano del Milan, intervistato da Sky, ha raccontato così la vicenda:

 “Avete visto quello che è successo: i tifosi facevano i cori. Nel primo tempo è successo questo: c’era un piccolo che faceva così con i genitori vicino. Mi sono girato e gli ho detto: ‘Non si fa così’, poi mi sono avvicinato e gli ho dato la maglia. Ho fatto così per dare un esempio ai bambini per crescere bene. Nel secondo tempo è successo con la curva loro. Mi sono avvicinato all’arbitro e mi ha detto di non parlare all’arbitro e lì mi ha fatto arrabbiare. Io gli ho detto: ‘Ma tu chi sei? Perchè mi dici così? Allora tu non hai sentito. Non devi parlare ma avere le palle per fermare le partita’. L’arbitro non è in campo solo per fischiare. Che esempio siamo? Non è calcio questo”.

Il giallo è arrivato per questo motivo?
“Lui mi stava dicendo che doveva parlare lui col pubblico non io. Io sono stato anche calmo con loro e poi è lui che mi è venuto vicino. Tu che non hai fermato la gara e vieni a fermare me”.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Studio le lingue straniere, adoro la letteratura francese ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.