Napoli, De Laurentiis: “Insigne è una bandiera di questa squadra. Progetto? Fiero di ciò che si è fatto in questi anni”

Aurelio De Laurentiis
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Presente in occasione della conferenza stampa per il rinnovo contrattuale di Lorenzo Insigne al fianco dello stesso calciatore, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha risposto alle domande dei giornalisti presenti in sala stampa, rilasciando così dichiarazioni riguardanti i più disparati argomenti.
Il patron partenopeo si è principalmente focalizzato sul rinnovo dell’attaccante, considerando quest’ultimo una bandiera della squadra insieme al capitano Marek Hamsik, e sulla squadra stessa, parlando anche dei vari rinnovi in programma, della città e della gestione del club.
Ecco le parole di De Laurentiis, riportate anche da tuttonapoli.net:
Presidente, questo rinnovo significa che le bandiere esistono ancora nel calcio? “Mi fa molto piacere che Lorenzo sia una bandiera, sapete che ci vuole tempo per costruire cose che durino nel tempo. Noi abbiamo aperto un pozzo in un deserto, non mi stancherò mai di dirlo, mi diedero un pezzo di carta per farmi iniziare. Ora si dice ‘perchè non ci sono quei campi, lo stadio, le giovanili’, ma lavorando a testa bassa, dal vivaio abbiamo comunque tirato fuori Insigne e tanti altri ne verranno fuori. Sapete meglio di me che Napoli come città ha vissuto un periodo terribile, dell’immondizia, tossicità nascoste, l’incapacità di tutelare un territorio a livello italiano, ma nonostante queste difficoltà napoletane abbiamo avuto successo con prudenza, onestà, umiltà, parole abusate, non risolvono tutti i problemi, ma per uno come me abituato al palcoscenico luccicante del cinema che racconta in modo spettacolare ogni aspetto… Noi siamo rimasti al nostro posto, facendo la nostra strada, costruendo quello che potevamo in un calcio malato. La memoria fa paura a tutti, ma non dimentichiamo che noi siamo partiti alla vigilia di Calciopoli che continua a creare continui dubbi sull’onestà di questo sport popolare”.
Hai detto per lo scudetto ‘stiamo arrivando’, questo è il primo passo?“non voglio far incavolare nessuno dicendo che il secondo posto in Italia è uno scudetto, ma diciamo il super-scudetto ce lo prenderemo. E la concorrenza non è un problema, pure nel cinema più c’è offerta meglio è, ora ci sono anche i cinesi, basta che non vengono a rompere il pasticciotto a noi…”
Siete innamorati di Gaetano del vivaio, può essere il nuovo Insigne?Sì, ci piace, ma Insigne è Insigne, è unico”

Sui tanti rinnovi dell’ultimo anno: “Questo sentimento di Insigne l’abbiamo riscontrato in Hamsik, ma non in tutti. Siamo dei bravi architetti, non abbiamo paura di perdere anche pezzi importanti. Far rimanere le persone non volentieri non conviene  a nessuno. Se in questa città non ti riesci a radicare.. se non la ami non puoi restare. Napoli è particolare, stare qui non è come stare a Torino o Manchester. Napoli ha una storia che ti coinvolge e non finisce mai, ma che ti rapisce se ti fai coinvolgere. Non si può abbandonare così facilmente la napoletanità. A quelli che mi dicono ‘non sei napoletano’ io gli dico ma che ne sai, dei miei nonni, dei miei zii, di un padre che mi ha raccontato Napoli nei fatti. Quando mio padre mi portava a 3 anni a Piazza Municipio e mi faceva vedere il porto infuocato all’ultimo dell’anno. Sono cose che ai bambini rimangono. Tornando ai rinnovi, se perdiamo qualche pezzo importante ce ne faremo una ragione, poi è anche noioso allenare sempre gli stessi… Al di là di Lorenzo e Marek, tutto è in divenire in questo calcio. Progetto? Sono fiero di questi anni, è il film che non mi stanca mai, il lavoro mi ha fortificato così come le difficoltà. Se ci fossero altre difficoltà che ben vengano”
Le dà fastidio quando legge di Sarri accostato ad altri club? “No, mi fa solo piacere, come quando fanno la corte a tuoi attori che hai sotto contratto. Ma io i contratti li so fare e diventa complicato. Parlare non costa nulla, partono per prendersi questo e quello, poi si vedrà. Anche se ci sono dei gioielli come Insigne che sono incedibili, per altri è diversi. Per Mertens il discorso è diverso, la situazione familiare che ha la conoscete, è uno che non ha segnato poco e le sirene che ci sono è in correlazione anche a quanto ha fatto con Sarri, altrove magari non rendererebbe così”.
Si può fare già un bilancio di questa stagione o dipende dal piazzamento?“No, secondo o terzo posto cambia a livello di numeri contabili. Io non penso ai ricavi quando faccio un film, solo dopo. Mancano giornate fondamentali, ma quest’annata è fantastica perchè abbiamo 4 giocatori in doppia cifra da soli in Europa. Se l’anno prossimo dovesse ritrovare la forma, come accade spesso, anche Milik, potremmo averne anche cinque e c’è anche Pavoletti. Non dobbiamo parlare proprio di mercato lì, c’è l’imbarazzo della scelta. Ci vorranno degli innesti sulle corsie. Su Koulibaly mi dicevano ‘se lei avesse ancora le offerte come quelle del Chelsea’, ma bisogna capire quanto i giocatori vogliano rimanere o andare, dipende da questo. Per uno come Sarri non esiste l’approvazione e per la perfezione ci vogliono 5-6 mesi per imparare la linea alta. Io e Giuntoli non siamo cretini, se abbiamo investito 25mln per Maksimovic è perchè lo riteniamo importantissimo, così come Albiol che ha rinnovato perchè ha un cervello straordinario che non ha nulla a che vedere con la muscolatura per gestire la difesa. Poi entra Tonelli e fa due gol, stando fuori così tanto tempo. Non ho nulla da rimproverare a nessuno, sono tutti straordinari, da Napoli. Proverò a trattenerli tutti, ma se qualcuno chiede di andare via o un pazzo che paga clausole altissime, ce ne faremo una ragione. Insigne invece non ha clausola rescissoria, come Hamsik”.
Questo rinnovo è una sua vittoria, fu una sua imposizione quello di trattenerlo nel Napoli di Mazzarri.Lorenzo è stato protagonista anche nelle giovanili, poi in prestito, ci sorprese a Pescara e volevo mettergli vicino anche Verrarri. Mazzarri si incavolerà, ma nel suo modulo disse che non gli serviva e mi pregò di non prenderlo. Per lui ho sempre avuto un occhio di riguardo, pur venendo dalle giovanili infatti ha avuto subito un contratto abbastanza ricco, ma chi si impegna va premiato, non c’è nulla da dire”.
La VAR partirà dalla prima giornata del prossimo campionato. “Io sono sempre stato per la tecnologia, lo sapete, mi auguro anche un cambiamento nei tempi, con quattro tempi e meno intervallo e la possibilità di schierare tutti i calciatori anche per valorizzarli e far diventare tutto più spettacolare. Prima o poi si farà, per ora siamo alla moviola. I ragazzini di 6-7 vengono dai videogame, non avranno l’attenzione per 90 minuti di calcio, ora vogliono vedere solo i gol. Le nostre generazioni leggevano, ora sono nevrotizzati tra cellulari, ipad, ma chi è ai vertici ha 70 anni e decide lui. Bisognerebbe solo far saltare il sistema”.
S’è parlato anche di Reina contrattualmente. E’ un punto fermo per la prossima stagione? “Ha un altro anno di contratto, ha fatto bene e non ci sono problemi. E’ chiaro che noi dobbiamo pensare anche al futuro, è chiaro che devo orientarmi su un portiere che abbia la sua maturità, non su un giovane emergente. Bisognerà poi gestire due prime donne, dovranno essere entrambi utilizzabili. Per investire sul futuro non bisognerà andare nè su uno troppo giovane nè su uno troppo esperto, per assicurarsi i prossimi 10 anni al massimo bisogna puntare su uno di 27-28 anni”.

Ringrazio Chiavelli e Giuntoli, i tre procuratori di Insigne, estremamente professionali e garbati nella negoziazione che è importante per dare continuità alla napoletanità. Poi è chiaro che senza la stretta di mano mia e del papà non si sarebbe mai fatto giorno. Anche se per i giornali sembrava una telenovela”.

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