Napoli, Albiol: “Senza Higuain siamo cresciuti. Sarri come Aragonès. Futuro? Mai pensato di lasciare questa città”

Albiol
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Alla vigilia dell’amichevole contro l’Atletico Madrid, valida per l’AUDI Cup, il difensore del Napoli Raul Albiol ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di AS. Tante le domande poste al centrale spagnolo, che si appresta a cominciare la quinta stagione in maglia azzurra. Ecco le sue parole, riportate da Tuttonapoli.net:

Sta per iniziare la tua quinta stagione in azzurro. Iniziò tutto quattro anni fa, con una chiamata di Rafa Benitez… “Sì, il tempo è volato. Benitez mi chiamò e scelsi di accettare perchè cercavo più spazio. L’ho trovato, e in più ho scoperto un posto dove sto benissimo”.

Ormai ti senti un po’ napoletano? “Beh, sono già tanti anni e mi hanno dato affetto dal primo giorno in cui ho messo piede qui. Qualcosa ti resta”.

E’ stato difficile abituarsi ai ritmi della città? “Il caos napoletano è diverso, ti colpisce. E ovviamente il modo di guidare, i napoletani hanno delle regole tutte loro”.

Le hai imparate? “Sì, e il problema è che ti contagiano! Quando poi torno in Spagna devo stare molto più attento, lì è tutto molto diverso”.

Callejon e Reina sembrano essere anche loro integratissimi “Sì, li vedo a loro agio. Siamo tutti e tre molto felici qui”.

Ci sono stati dubbi sulla permanenza di Pepe. Quanto è importante la sua presenza per la squadra? La sua esperienza è fondamentale dentro e fuori dal campo. Tutto il gruppo sperava nella sua permanenza”.

E’ vero che il Valencia ti ha cercato per tornare a casa? “Sono di quelle parti ed è normale che vengano fuori queste notizie. Quest’anno non si è potuto concretizzare il mio ritorno, ma personalmente non ho mai cercato di lasciare Napoli. Al contrario, qui sto bene, mi hanno dato tanta fiducia ed ho rinnovato da poco il contratto”.

Chiuderai la carriera in Spagna? “Non mi piace pensare a cosa accadrà tra due o tre anni, voglio restare concentrato su questa stagione”.

A Napoli si dice che il gruppo azzurro ha deciso di restare in blocco perchè sente che è arrivato il momento di vincere lo scudetto. “Si parla tanto di questo, ma vincere un campionato è difficile. Abbiamo un’ottima squadra, siamo competitivi e vogliamo crescere ancora per avvicinarci a quei 90 punti che servono per farcela”.

L’anno scorso furono 86, non manca tanto, in fondo. “Sì, ma per raggiungerli siamo stati costretti a vincere, praticamente, tutte le partite del girone di ritorno! Dobbiamo mantenere questo ritmo durante tutta la stagione, non è semplice”.

Siete riusciti a migliorare nonostante l’addio di Higuain. Te lo aspettavi? “Il suo addio è stato improvviso, ma senza di lui siamo cresciuti. Il calcio ti dimostra che nessuno è indispensabile. E, alla fine, è venuto fuori Mertens come attaccante centrale…”.

Vi ha sorpresi il suo rendimento da punta? “Conosciamo la sua qualità e sapevamo che poteva giocare in quella posizione. Nonostante questo, la quantità di gol che è riuscito a segnare ci ha sorpreso, sì. Ed ora sarà difficile toglierlo da lì (ride)”.

Il calcio di Sarri ha innamorato l’Italia. Cos’ha di speciale questo tecnico? “La sua idea di gioco è simile a quella della Nazionale spagnola, e il suo modo di vivere il calcio ha ricordato, a me e Pepe Reina, quello di Luis Aragonés. Ha tanta voglia di trionfare, ci piace la sua fame: con lui siamo cresciuti tanto”.

E Insigne, con la sua qualità, a molti sembra più spagnolo che italiano. “Sì, è vero, è fortissimo. E napoletano e rappresenta l’identità del club insieme ad Hamsik, che ormai è qui da 10 anni. Il fatto che Lorenzo sia riuscito a rinnovare il suo contratto mi ha fatto davvero piacere”.

Avete rinnovato in tanti, quest’anno. “Il club ha fatto un grande sforzo per confermarci tutti, e ora tocca a noi rispondere in campo facendo quel passo avanti del quale parliamo sempre”.

E’ vero che Sarri, con i difensori, ha un metodo di lavoro unico? “La tattica è una delle sue ‘malattie’, in ogni settore del campo. Non avevo mai lavorato così, ma funziona: se bendassero gli occhi a qualsiasi calciatore azzurro, saprebbe muoversi bene lo stesso”.

Come vedi la nuova Serie A? “Il livello si rialzerà dopo un po’ di anni non molto positivi. Il MIlan ha speso tanto, l’Inter sta tornando, la Juve la conosciamo bene e c’è la Roma di Monchi… Sarà una grande stagione.

L’addio di Bonucci ha indebolito la Juve? “Più che indebolire la Juve, ha rinforzato il Milan. I bianconeri hanno alternative importanti e hanno perso un difensore, non un attaccante da 40 gol a stagione, che sarebbe molto più difficile da sostituire”.

Vi tocca il preliminare di Champions. E’ vero che mette tantissima pressione? “Giocarti tutto il lavoro della stagione scorsa in due partite d’agosto non è mai semplice. Bisogna restare concentratissimi”.

Vi siete preparati con un ritiro vecchio stile, tre settimane a Dimaro… “Beh, sono tanti giorni, ma è quello che piace al nostro allenatore, che vuole lavorare con continuità. E il suo lavoro funziona”.

Da domani si farà sul serio. C’è l’Atletico… “E’ una bellissima sfida, contro una squadra competitiva con una mentalità vincente da quando c’è Simeone. Sarà un test importante per comprendere il nostro livello di preparazione”.

Che pensi del gioco di Simeone? “In alcune partite fa un gran calcio, in altre meno, ma compete sempre al massimo, le sue squadre lasciano tutto in campo. E, molte volte, questo ti porta alla vittoria”.

Per il suo futuro si parla spesso di Inter. Lo vedi in grado di vincere anche in Serie A? “Certo. Immagino perfettamente il suo stile di gioco in questo campionato, ma anche in quello inglese. Simeone sa adattarsi ai giocatori che ha a disposizione, credo che trionferebbe in ogni squadra come l’ha fatto con l’Atletico”.

Che ricordi hai dei tuoi derbi da madridista? “Sono sempre partite belle, speciali. Il più importante che ho vissuto fu la finale di Coppa del Re che abbiamo perso in casa, non è esattamente un grandissimo ricordo (ride)”.

E questo Real Madrid più spagnolo, come lo vedi? “Benissimo, devono continuare con questa filosofia perchè ci sono tanti talenti, lo abbiamo visto nella stagione appena conclusa con Asensio. E poi, se non trovi spazio, lasciando il Real Madrid trovi sempre grandi opportunità, come accaduto ora a Morata”.

Come è stato tornare al Bernabeu da azzurro? “E’ stato emozionante sia perchè sono un ex madridista, sia per essere riuscito ad entrare in questo stadio con la maglia del Napoli addosso. Al San Paolo li abbiamo fatto soffrire, ma hanno pesato gli errori e la pressione del match d’andata”.

Hai festeggiato la Champions vinta dal Real? A Napoli è successo di tutto… “Ovvio, sono un ex Real e un calciatore napoletano. Potevo solo tifare Real Madrid, e poi mi ha fatto piacere che siano stati proprio loro la prima squadra a vincere la Champions con l’attuale formato per due volte consecutive. Aveva senso che ci riuscissero proprio i blancos, per la loro storia.

Ti aspettavi questo rendimento da Zidane? “Quando sei uno dei migliori calciatori di tutti i tempi le idee non ti mancano, ma credo che nel suo caso sia stata decisiva anche l’ottima relazione con lo spogliatoio”.

Perché credi che al tuo amico Benitez non sia andata bene con i blancos? “Forse non è riuscito a creare una buona relazione con lo spogliatoio, ma in fondo è rimasto pochi mesi, non ha avuto tempo per dimostrare se valeva o no quella panchina. Sono molto felice che ora stia trionfando a Newcastle, è un allenatore che vive per questo sport”.

Cosa pensi del caso Neymar? “Credo che il mercato sia impazzito. Prendere il brasiliano, per il Psg, sarebbe un passo avanti davvero importante, soprattutto in Europa.

Come vedi la Nazionale di Lopetegui? Presto toccherà Spagna-Italia… “Una sfida difficile, ma il Bernabeu fa la differenza. Vedo la Roja favorita, con Lopetegui sta avendo un ottimo livello di gioco”.

Il tuo rendimento è uno dei migliori della Serie A. Continui a sperare in una convocazione? “Tornare in Nazionale sarebbe bellissimo, perchè negarlo. Resto concentrato per dare il massimo con il Napoli e dimostrare quanto valgo: mi sento bene, con voglia di migliorare ancora. E se questo riuscirà a farmi guadagnare una convocazione, ne sarò felicissimo”.

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