Milan, Gattuso in conferenza stampa: “Grande responsabilità. Il capitano è Bonucci”

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Giornata di notevole importanza in casa Milan: il neo tecnico Gennaro Gattuso, durante la consueta conferenza stampa di presentazione, ha cercato di analizzare il momento della squadra e dei diversi interpreti.

Ecco le sue parole secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb:

Sul consiglio degli allenatori: “Tutti mi hanno detto picchia duro”.

Su cosa ha detto alla squadra: “Ho detto che qualche volta arriva qualche parola fuori posto di non scandalizzarsi, non bisogna essere permalosi”.

Sul modulo:Mi baso su cosa vedo in settimana, ci sono giocatori fondamentali. Poi in campo bisogna pedalare”.

Sull’essere traghettatore: “Mi suona strano essere traghettatore con 72 punti a disposizione. So di non piacere a tutti, ho pregi e difetti, so le mie doti e la mia forza. So cosa possa dare alla mia squadra. Mi definisco uno che tante volte devo imparare a contare, anche se sono migliorato, sento molto le partite, le vivo molto. Quando scendo in campo sento lo stesso formicolo di quando giocavo”.

Sul tornare a vincere: “Quando si perde deve bruciare, quando si arriva a Milanello deve sembrare un funerale, quando si vince siamo tutti belli, biondi e occhi azzurri”.

Su chi gli incuriosisce allenare: “Suso. Dicono che può solo giocare in un ruolo, voglio vedere se davvero così. Mi incuriosisce anche che Kessie non si sta creando gli spazi come l’anno scorso”.

Su Cutrone: “Valuto molto durante la settimana, il rettangolo verde bisogna farlo parlare. Ha le caratteristiche di chi gioca col veleno addosso, abbiamo bisogno di questo”.

Sul messaggio ricevuto dagli ex: “Orgoglioso e sorprendente. Ancelotti, Sacchi, Capello, Cannavaro”.

Sulle qualità: “Devi avere tutte le qualità, se non hai intensità perdi le gare, se sbagli gli uomini uguale. In campo però mi sento a mio agio, abbiamo la padronanza di gestire tutto questo”.

Su Bonucci: “Non aspettatevi nulla, il capitano è Bonucci e resterà Bonucci. Ho parlato con tutta la squadra, vi posso assicurare che ci sono ragazzi che vogliono mettersi a disposizione e vogliono lavorare. Gli ho chiesto solo senso di appartenenza”.

Sulle gare: “Giochiamo con Benevento, Bologna e Hellas, bisogna farsi trovare pronti mentalmente e fisicamente”.

Su Andrè Silva: “Giocherà sugli undici giocatori che scenderanno in campo, Silva ha fatto benissimo in Europa League, se lo proponi in giro per l’Europa se lo comprano subito. Bisogna metterlo in condizione di giocare con la squadra. Vedo dei buoni movimenti”.

Mal di gol: “La mia storia dice che le mie squadre ne hanno fatti pochi di gol. Abbiamo preparato qualcosa, non è solo il problema del gol, col Torino ho visto una squadra che ha creato, aveva portato qualcosa di nuovo”.

Su chi è prevenuto: “Non mi dà fastidio, la fortuna me la sono cercata con il lavoro. I miglioramenti sono arrivati grazie al fatto che sono rimasto sempre più degli altri a lavorare”.

Sui cambiamenti: “E’ un lavoro difficile, devi stare sul campo a provare con mano quello che hai in testa. Sui fogli di carta è facile poi in campo cambia tutto. Rino è questo, dopo quattro anni è andato in giro per l’Italia e l’Europa per migliorare i concetti del suo lavoro”.

Su Kessie: “E’ molto più forte ed esplosivo di me, segna anche più di me. E’ il giocatore che mi assomiglia di più, ma credo che in questo momento serva che tanti altri giocatori abbiamo la giusta mentalità”.

Su Yonghong Li: “Non parla inglese, abbiamo deciso con il dottor Fassone di trovare un modo per sentirlo nei prossimi giorni”.

Su Berlusconi: “Lo conosco bene, non è la prima telefonata che mi fa. Da giocatore ho parlato spesso con lui. E’ uno dei presidenti più vincenti della storia del calcio, abbiamo parlato dei due attaccanti, del dna del Milan. Non ho fatto finta di ascoltarlo, l’ho ascoltato con grande attenzione”.

Sul modulo: “Dipende, due punte o una mezza punta, i tre di difesa e quattro di centrocampo sicuro, poi vediamo in avanti come i tre vanno messi”.

Sulle corde da toccare: “Oggi mi sembra riduttivo parlare di Gattuso calciatore, lo spirito e la rabbia agonistica mi è rimasto. Mi sembra riduttivo attaccarci ai discorsi della grinta, io ho studiato, il patentino non me l’hanno regalato, riduttivo parlare di grinta. Le partite non si preparano solo con cuore e grinta. Condizione fisica e preparazione a livello tecnico e tattico”.

Sulla classifica: “Non guardo la classifica, penso già al Benevento come se fosse la finale della coppa del mondo, c’è bisogno di riuscire a cambiare. Ho giocato per tanti anni a San Siro, se non stati bene mentalmente la palla scotta in quello stadio. La priorità è dare qualcosa in più a livello mentale”.

Sugli acquisti estivi: “Questa squadra può fare di più. Dobbiamo diventare squadra e scendere in campo da squadra, coprire il campo, dimostrare di saper soffrire e di essere una squadra quadrata. Serve uno spirito battagliero, anche se questo non basta perchè serve anche la qualità”.

Sull’essere allenatore: “Provo le stesse emozioni da giocatore. Quando entro a Milanello mi sembra di essere in paradiso. Ci sono tanti bei campi che c’è l’imbarazzo della scelta. Io amo il mio lavoro, lo faccio con passione. Il mio sogno continua, allenare in una società così è un privilegio”.

Sulla Primavera: “Per me il gruppo è importante. Per gruppo non intendo solo i giocatori, ma anche tutte le persone stanno intorno alla squadra. Mi è dispiaciuto molto lasciare i ragazzi della Primavera, con loro non ho mai avuto problemi, avrei voluto completare il lavoro. Partita dopo partita vedevo una squadra più convinta. Li ringrazio perchè mi hanno dato tanto”.

Sulle novità: “Giocheremo con al difesa a tre. Ho avuto un ottimo rapporto con Montella, anche se alcuni concetti di gioco sono diversi. Montella ama il palleggio, anche a me piace ma poi dobbiamo verticalizzare”.

Sul ritorno al Milan: “E’ un giorno importante, è una grande responsabilità. Sarà un lavoro duro. Questa squadra ha tanti nazionali e un’età media di 21 anni. Non stanno attraversando un periodo semplice, ma qui c’è tutto per lavorare bene. Da parte mia c’è grande consapevolezza che questa squadra può fare bene”.

 

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