MARIO GALTERISI – Milan e Inter gara a chi fa peggio, ringraziano le altre. Juventus è fatta per il sesto scudetto, ma occhio al Monaco. Sarri solito pranzo indigesto.

Galterisi

IMGL’arte di far ridere è antica quasi come il mondo. Dalla commedia greca ai giorni nostri la comicità è arrivata a palesarsi anche attraverso canali informatici, come i social. Sui social si sa ormai l’ironia viene quasi naturale. Ma quello che non mi aspettavo era la comicità in campo e Milan e Inter in queste due settimane sono riuscite a ridicolizzarsi affondando miseramente quanto di buono fatto fino ad ora. L’Inter ha abbandonato il sogno Champions dopo aver raccolto un solo punto nelle ultime quattro gare di campionato, in cui ha affrontato squadre alla portata di chi ha obiettivi così ambiziosi come l’Europa che conta, mettendo a serio rischio anche la piccola Europa, quella del contentino, con la sconfitta di Firenze dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio. Ma in soccorso dei cugini nerazzurri si fa avanti il nuovo Milan cinese, che fallisce un matchpoint clamoroso. Il Milan pecca di presunzione e si fa fermare in casa dall’Empoli, perdendo così l’opportunità di portarsi a +5 e +6 sulle rispettive inseguitrici ossia Inter e Fiorentina. Ma così non è stato, una gara giocata con sufficienza, sottovalutando la caratura dell’avversario che ha sfruttato la superbia della squadra rossonera infilandola ben due volte. Due solo le immagini di questa superbia il “capitano” Mattia De Sciglio, che sostituito con i rossoneri sotto nel punteggio, esce camminando dal campo, scatenando l’ira dei tifosi e mostrando quanta voglia di cambiare aria ci sia nella sua testa, e la sufficienza con cui Suso ha tirato un rigore importantissimo. Ringraziano Lazio e Atalanta che liquidano senza troppi patemi, rispettivamente Palermo e Bologna, mostrando che bisogna essere anche concreti piuttosto che bravi.

Spostandoci nelle zone elitarie della classifica, la Juve ormai ha in tasca il sesto titolo consecutivo e si appresta a incentrare tutte le sue forze sul sogno Champions, che è più complicato del previsto, perchè
il Monaco non sarà di certo l’Atletico o il Real Madrid, ma è l’unica squadra tra le top 4 che non ha nulla da perdere, solo da guadagnare, e quindi giocheranno senza paura con la spavalderia che li ha portati fin qui facendo fuori gente del calibro di Guardiola. La Roma tiene il passo dei bianconeri vincendo la facile sfida in casa del Pescara, che saluta la serie A con 5 giornate d’anticipo mostrando quanto sia stato fallimentare il suo progetto giovani per la seconda volta in pochi anni.

Dietro a Juve e Roma, paga dazio il Napoli che arranca nel lunch match contro il Sassuolo, acciuffando il pareggio solo allo scadere con Milik. Subito sono arrivati i commenti dei detrattori sull’incapacità del Napoli di giocare contro squadre alla sua portata o di avere solo un bel gioco e non una cinicità tale della Juventus di Allegri. Ma è quello il problema, il Napoli ha il suo punto di forza nel bel gioco e giocatori, che, grazie al quale, riescono a esprimersi ad ottimi livelli. Tolto il bel gioco al Napoli non avrebbe i suoi punti, tolto Sarri al Napoli la squadra non renderebbe come adesso. Ora il presidente deve aiutare la squadra, ai partenopei mancano quei giocatori chiave che riescano a ottemperare ai vizi del formalismo sarriano, quei top player con esperienza che riescano ad aggiungere la tanto suddetta e agognata concretezza e lascino al tempo che trovano i leziosismi che la giovane squadra azzurra molte volte si porta dietro.

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Mario Galterisi, caporedattore di Novantesimo. Architetto, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Graphic designer free-lance. Addetto stampa presso IBar Academy. Amo il calcio come poche cose ed è una delle poche costanti che trascende i miei interessi.