MARCO RAZZINI – C’è un Carlo di troppo: come Tavecchio bloccherà la rinascita del calcio italiano

Marco Razzini
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Dopo 60 anni, l’Italia non parteciperà ai Mondiali. Non sono il primo a parlarne, e di certo non sarò l’ultimo. Gian Piero Ventura ha pensato bene di bruciarsi l’ultima possibilità di mostrare un briciolo di dignità non dimettendosi, incassando l’ultimo assegno dalla federazione e facendosi licenziare. “Giustizia è stata fatta“. Ma non del tutto.

Non del tutto perché in capo alla federazione c’è ancora una persona che ha ben guardato dal lasciare la propria amata quanto preziosa poltrona. Ovviamente sto parlando di Carlo Tavecchio, presidente della FIGC. Da quando è stato eletto a tale carica nel 2014, le cose per così dire “positive” fatte per il calcio italiano sono pressoché nulle, più memorabili quelle “negative”. In primis l’assunzione come commissario tecnico del precedentemente citato Ventura, che mai è stato e mai si è dimostrato all’altezza del ruolo.

Ma ormai quel che è passato è passato, e nulla si può fare a riguardo. Ciò su cui, invece, si può lavorare è il futuro. La questione è chiara: per tornare grande, il calcio italiano ha bisogno di una rivoluzione. Rivoluzione che non potrà mai esserci finché sulla scrivania più importante della federazione campeggerà il nome di Carlo Tavecchio. Il presidente della FIGC ha più volte dimostrato di non essere in grado di ricoprire tale carica, e il punto dove siamo arrivati lo dimostra.

A capo di questa rivoluzione serve gente capace. Su tutti serve un presidente nuovo, con delle idee concrete e un progetto ben definito. Una figura che conosca il calcio moderno e che sappia come muoversi in questo sistema. Non è compito mio indicare chi potrebbe essere messo a capo del rilancio del calcio italiano, ma oggigiorno ci sono in particolare due o tre figure che potrebbero presto imporsi in questo senso. Siamo tutti d’accordo sul fatto che il calcio italiano deve e merita di tornare ai grandi livelli di qualche anno fa, ma per fare ciò serve la gente giusta.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.