#LuganoGrasshopper 1-3 dcr, il percorso del Lugano in Coppa si ferma bruscamente sul dischetto

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FC Lugano e Grasshopper Club Zürich: destino e calendario vogliono che i percorsi, a cavallo tra novembre e dicembre, di queste due compagini si intreccino a due riprese e nello spazio di pochi giorni: oggi gli uomini di Yakin sono scesi in Ticino per affrontare i Bianconeri in questa sfida valida per i 1/4 di finale di Helvetia Coppa Svizzera; domenica gli uomini di Tami ricambieranno la visita, andando a cercare in terra zurighese i tre punti.

Come pronosticabile, il primo tempo si caratterizza per una generale assenza di emozioni: la partita, ben preparata tatticamente dai due allenatori, si mantiene su bassi (bassissimi) ritmi. Le squadre, chiuse, prediligono la diligenza difensiva alla spinta offensiva. La prima conclusione arriva infatti solo al 27′: dopo un lungo lancio in profondità (specialità zurighese), la palla giunge ad Avdijaj il cui tiro termina sull’esterno della rete in corrispondenza del primo palo. Al 32′ il Grasshopper vede una propria ripartenza disinnescata da una bella diagonale difensiva di Rouiller. La più grande occasione di questo soporifero primo tempo, caduta al 37′, è sui piedi degli ospiti: dopo un altro lancio filtrante e a seguito di un errore di lettura di Sulmoni, Avdijaj si impossessa della palla e serve Pusic che, da centro area e col ‘piede debole’, non riesce a concludere.

Il secondo tempo, già agli albori, si dimostra ben più vivace e interessante. Al 50′ Mariani serve un Junior abile a imporsi nell’uno-contro-uno ma impreciso nel passaggio diretto al centro dell’area, dove Sabbatini era pronto a concludere. Trascorrono tre minuti e un cross di Mihajlovic trova un colpo di testa di Mariani, terminato alto sebbene partito da posizione favorevole. I Ticinesi, stabilmente installati nella metà campo avversaria, pur senza beneficiare di limpide occasioni né tantomeno segnare, si fanno preferire. Al 90′ Mariani potrebbe nuovamente risultare decisivo, ma anche in questa occasione il suo colpo di testa su un bel cross di Rouiller non inquadra lo specchio della porta. Terminano così i tempi regolamentari, pronti a far spazio a quelli supplementari.

Nella prima appendice il Grasshopper si risveglia parzialmente dal ‘letargo’, ripresentandosi in proiezione offensiva, senza tuttavia andare vicino alla rete. Gli ultimi 15 minuti, invece, scorrono assai lentamente: i 22 in campo, verosimilmente, sono già assorbiti da pensieri relativi ai calci di rigore.

Gli undici metri sono fatali al Lugano. La prima squadra a presentarsi dal dischetto è il Grasshopper, con un Basic che colpisce la traversa. Sabbatini, tuttavia, imita fedelmente chi lo ha anticipato. Vilotic arriva là dove i suoi predecessori non erano riusciti: sul suo tiro al sette Da Costa non può nulla, nonostante abbia indovinato l’angolo. Mariani, già vicino al gol in più occasioni nei tempi regolamentari, ‘si rende colpevole’ di un errore grossolano e dannoso: il suo rigore termina inspiegabilmente diversi mesi sopra l’asta. Andersen non restituisce il favore. Culina, in ombra fin da quando è subentrato, dimostra di non aver perso il fiuto del gol dopo l’infortunio: il suo rigore spiazza Lindner. Bergström, aiutato dal palo interno e battendo un Da Costa ancora ‘sulla pista giusta’, costringe Ledesma a segnare per mantenere vive le (flebili) speranze luganesi. L’ex-bandiera della Lazio, quasi una sentenza sui piazzati, si fa parare il tiro da Lindner.

Il Lugano, dopo essersi fatto preferire (in particolar modo nel secondo tempo), si trova ancora una volta a soccombere. Una certa mancanza di freddezza nelle (poche) occasioni createsi espone i Bianconeri all’ostacolo-calci di rigore, insormontabile questa sera. I giocatori del Grasshopper (scesi in campo in versione ultra-difensiva), sono abili dal dischetto e sfruttano gli errori (anche grotteschi) dei padroni di casa.

FC Lugano (4-3-3): Da Costa 6; Rouiller 6.5, Golemic 6.5, Sulmoni 6, Daprelà 6 (80′ Culina 6); Ledesma 5.5, Sabbatini 5, Piccinocchi 5.5 (46′ Mihajlovic 6.5); Junior 6, Gerndt 5.5 (66′ Bottani 5.5), Mariani 4. All.: Tami. A disp.: Kiassumbua; Yao; Milosavljevic; Manicone.

Grasshopper Club Zürich (4-4-2): Lindner 6.5; Vilotic 6.5, Qollaku 6, Bergström 6.5, Lavanchy 5.5 (81′ Pickel 5.5); Pusic 5.5, Bajrami 6, Basic 5.5, Brahimi 6 (74′ Doumbia 5.5); Avdijaj 6.5 (106′ Bahoui 5.5), Andersen 6.5. All.: Yakin. A disp.: Vasic, Fasko, Munsy, Zesiger.

ARBITRO: Signor Bieri.

MARCATORI: Vilotic (GCZ), Andersen (GCZ); Culina (FCL); Bergström (GCZ).

AMMONITIGerndt (FCL) al 41′, Sabbatini (FCL) al 51′, Ledesma (FCL) al 55′; Avdijaj (GCZ) al 100′; Bottani (FCL) al 113′.

ESPULSI: –

NOTE: 1 minuto di recupero a fine primo tempo, 2 minuti a fine secondo tempo, 0 minuti a fine primo tempo supplementare, 0 minuti a fine secondo tempo supplementare. 1’500 spettatori.

TOP NOVANTESIMO: Andersen 6.5 – È più fumo che arrosto, ma le sue qualità e realizzazione dal dischetto e l’errore di Ledesma (fino a quel momento migliore in campo) gli valgono questa menzione.

FLOP NOVANTESIMO: Mariani 4 – Non è il miglior-Mariani, ma si impegna come al solito e si rende sempre più o meno pericoloso. Sulla sua coscienza pesano due nitide occasioni e, più in particolare, il rigore decollato (per di più già sullo 0 a 1).

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua città.