Lazio, Lotito: “Il mercato è nelle mani del direttore sportivo. Abbiamo delle potenzialità, ma dobbiamo esprimerle”

Lotito
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Intervistato da LaLazioSiamoNoi.it, direttamente dalla cittadina calabrese di Soveria Mannelli, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato dichiarazioni interessanti che riguardano il mercato della stessa società biancoceleste, che sta cercando ormai da tempo di porre fine alla telenovela che vede protagonista l’esterno offensivo Keita Baldé Diao, da tempo accostato a club come Juventus, Inter, Milan e Napoli.

Il presidente delle Aquile ha affermato che la gestione del calciomercato è nelle mani del direttore sportivo, ovvero Igli Tare, e che quello che lo stesso ds riterrà opportuno fare sarà ben accetto. Così dicendo, l’imprenditore decide di intervenire con cautela sulla questione riguardante il calciatore senegalese e facendo capire che il tutto verrà gestito proprio dal dirigente albanese. Per finire, lo stesso Lotito ha poi parlato delle sue aspettative, delle potenzialità della squadra e le prerogative sulle quali si basa l’acquisto di innesti da parte del club.

Ecco quanto detto:
“Il mercato chiude il 31 agosto e tutto quello che accadrà è nelle mani del direttore sportivo. Dove può arrivare la Lazio? Mi auguro che mantenga quel profilo che ha avuto durante la Supercoppa e ahimè non quello di ieri quando è scesa in campo una Lazio poco determinata, poco calabrese nell’animo e nell’atteggiamento. Siamo una squadra che ha delle potenzialità, che è in grado di confrontarsi alla pari con tutti, ma deve metterci la volontà di farlo e soprattutto deve esprimersi al 100% e purtroppo non sempre accade. Soveria Mannelli? Una comunità molto unita e che ha l’orgoglio dell’appartenenza, soprattutto ho incontrato una serie di realtà industriali che sono un punto di riferimento per il Comune e la collettività, che non sono solo un elemento produttivo, ma di aggregazione e di crescita per il paese stesso. Il mercato? È aperto fino al 31 agosto, il ds ha la delega per rendere ancora più competitiva la squadra e quello che riterrà opportuno fare è ben accetto dal presidente, che in questo caso fa solo lo spettatore. Tutti parlano di mercato, ma nessuno parla di qualità del mercato. Le prerogative alla base dei nostri acquisti sono tre: potenzialità atletico agonistiche, moralità e compatibilità economico finanziaria. A posteriori hanno dato i loro frutti, spero che anche quest’anno si riesca a coronare e dar corpo a questo tipo di impostazione perché è l’unica vincente per far si che la squadra raggiunga determinati traguardi sportivi ma che la società possa aspirare ad un futuro migliore da un punto di vista economico, patrimoniale e finanziario”.

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