Juventus, Marchisio: “Sogno la Champions League. Del Piero il mio idolo”

Claudio Marchisio
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Claudio Marchisio, centrocampista della Juventus, ha risposto alle domande dei Junior Member. Ecco quanto riportato da Tuttomercatoweb.com:

Prima domanda: come ti tieni in contatto coi tuoi figli in trasferta?
“Col cellulare, magari via Whatsapp. Ma scrivo a mia moglie, loro non hanno il telefonino”.

Alla playstation ti schieri titolare?
“Io gioco poco ormai, ma mio figlio di otto anni mi sta portando a giocare un po’ di più. Facciamo sempre e solo Juve contro Juve”.

Qual è il gol che ti ha emozionato di più?
“Difficile, non che ne abbia fatto tantissimi però forse il più bello è stato il primo nel derby, quando ero un bambino. Avevo 8-9 anni e feci gol in mezza rovesciata nel primo derby. Ho ancora la VHS, non so se sapete cosa sia”.

Dopo aver cantato l’inno della Juve: cosa chiedi a Babbo Natale?
“Una bambina, sarebbe bello dopo due maschietti”.

L’animale preferito dopo la zebra?
“Lo squalo, lo ammiro tantissimo come animale e mi fa tanta paura. Ne ho visti”.

Che partita non dimenticherai mai?
“Ce ne sono tante: una delle più importanti è stata Napoli-Juve, in B, è stata la prima vera partita importante per me. Poi ci sono i derby, le semifinali di Champions vinte e sarebbe stato bello andare avanti”.

Una bimba porta un regalo a Marchisio e gli chiede: posso adottare Dybala come fratello?
“Non lo so, dovresti rapirlo e portarlo via. Secondo me però ti inseguono”.

A chi chiedevi la palla o l’autografo quando facevi il raccattapalle?
“L’ho fatto tante volte, al Delle Alpi. Faceva freddo, ma era emozionante e mi rivedo nei ragazzi che lo fanno adesso”.

Da piccolo come trovavi il tempo di fare i compiti?
“Li facevo subito: non avevo i rientri e uscivo da scuola alle 12,30 per allenarmi alle 17. Mia madre mi obbligava a farli appena tornato a casa”.

Guardavi Holly e Benji?
“Sì, il campo era lunghissimo: per un gol bisognava aspettare 3-4 puntate. Bello, pensa che ora cerchiamo di rifarne certi gesti o gol con i miei compagni in allenamento”.

Ti tremano le gambe quando giochi con la maglia della Juve?
“All’inizio sì, ora no. Sono abituato, ci sono partite in cui possono tremare di più le gambe e magari non riesci a trovare la concentrazione per la tanta emozione. Alcune partite sono più sentite rispetto ad altre, questo sì”.

Quando tuo figlio gioca ti emozioni?
“Non riesco ad andarlo a seguire sempre, perché gioca nei weekend come me. Le poche volte che sono andato è stato veramente emozionante. Consigli ne do pochi perché non servono: in campo bisogna divertirsi. E poi è giusto che segua i consigli del suo allenatore. Io da papà me lo coccolo”.

Qual è il tuo sogno?
“Ce ne sono tanti, nessuno ne ha solo uno. Il primo sogno l’ho realizzato, quello di giocare per la Juve. Poi con il passare degli anni cambiano obiettivi e sogni. Ho avuto la fortuna di iniziare a costruire una famiglia con mia moglie e i miei bambini. Un altro sogno è di vincere la Champions League”.

Qual è il luogo di Torino dove ti piace andare coi tuoi figli?
“Monte dei Cappuccini e Mole Antonelliana, sono posti in alto da dove si può vedere la vera bellezza di Torino”.

Il tuo numero di maglia l’hai scelto tu?
“Sì: nell’anno in cui smise di giocare Pavel Nedved e Amauri passò dall’8 all’11. Si liberò l’8 e Pessotto mi chiese se mi interessava. Io gli ho risposto super-felice e di lì l’ho sempre indossato”.

Prima di entrare in campo ti carichi?
“Sì, mi confido con un amico che ci ha lasciati un po’ di anni fa. Gli chiedo di darmi un aiuto e la forza dall’alto per la partita, lui si chiamava Davide e mi risponde che c’è sempre”.

Da bambino chi era il tuo calciatore preferito?
“Alessandro Del Piero. Poi ho avuto la fortuna di giocarci e vincere assieme”.

Perché ti chiamano Principino?
“Dovrebbe rispondere qualcun altro, è iniziato un po’ per il mio modo di iniziare in campo e un po’ per la mia fantasia nel vestirmi”.

Hai detto che sognavi di giocare con Del Piero.
“Dovreste vedere qualche immagine di quando giocava con la Juve”.

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