Juventus, Lippi: “Questa squadra è da triplete. Il Monaco non è un avversario facile”

Marcello Lippi

Arrivati a questo punto della stagione la domanda può essere legittima: questa Juventus può centrare l’obiettivo triplete? C’è chi ancora dice di no, ma ai fatti è palese che i bianconeri sono in grande vantaggio sulle inseguitrici per la vittoria dello scudetto; in Coppa Italia manca solo l’ultimo step contro la Lazio; in Champions League la finale è pienamente nelle corde, anche se sottovalutare il giovane Monaco sarebbe un errore.

Ne è convinto Marcello Lippi, commissario tecnico della Cina, che ha parlato di questa Juventus ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

“Ho visto Juve-Genoa, anche se a Guangzhou era notte: ne valeva la pena. Mi ha impressionato la voglia di vincere fino al 90°, la crescita straordinaria negli ultimi mesi, la superiorità in ogni situazione. Questa Juve non lascia più niente agli altri. La supremazia italiana non è in discussione, finalmente ha raggiunto lo stesso valore anche in Europa. Merito dei successi contro le grandi squadre in questi anni. Ha eliminato il Real Madrid, ha lottato alla pari con il Bayern Monaco uscendo per una casualità, è stata superiore a Manchester City, Borussia Dortmund, Atletico Madrid. Adesso è pronta per la Champions”.

TRIPLETE“Questa è una Juve da triplete: perché non dirlo? Mai come quest’anno è legittimo crederci. In campionato è quasi fatta, in Coppa Italia è in finale e anche la Champions League non è impossibile. Non sarebbe presunzione, ma convinzione della propria forza. Il calcio italiano c’è sempre, ma tre anni fa sembrava che Bayern, Real e le altre fossero lontane: adesso la Juve è davvero all’altezza”.

ATALANTA“Venerdì se la giocano alla pari. La Juve è affamata, ogni partita si concentra come fosse una finale. Allegri non dice per caso che Juve-Genoa è ‘decisiva per lo scudetto’. Ma l’Atalanta ha forza, aggressività, qualità e Gomez. Crede all’Europa League e si gioca il quarto posto con la Lazio: sarebbe la sua Champions League. Anche il mio a Bergamo è stato un campionato speciale. A lungo siamo stati terzi, dietro a Milan e Inter, tanto che scherzando si parlava di un torneo della Lega Nord. Grandi partite, successi contro Juve, Napoli, Parma, la Coppa Uefa persa per un punto. Ci sono analogie, ma questa squadra è più giovane. Io ho lanciato Tacchinardi e il povero Pisani, poi scomparso in un incidente d’auto. C’erano Montero e Porrini che ho portato alla Juve, Alemao a fine carriera, Pinato e Bordin. E un bel tridente: Rambaudi-Ganz-Perrone. Ci siamo divertiti. Il segreto è la qualità delle persone che lavorano lì. Ai miei tempi c’era lo stesso presidente di oggi, Percassi. Prandelli allenava la Primavera, Mino Favini era il responsabile dei giovani. E poi Zingonia, dove si respirava atmosfera da calcio vero, positiva: ci allenavamo tutti lì, prima squadra, giovani, anche i bambini”.

GIOVANI“Caldara è da Juve? Certo, e non è l’unico. Tanti sono pronti per una big. Spinazzola è il miglior esterno del campionato? Grandi qualità, forza, esuberanza: credo che tornerà alla Juve. Petagna segna poco? Sì, ma quanti ne ha fatti segnare, e che bei movimenti. Dimentica Gomez: fuoriclasse. E Conti, che come Spinazzola fa mille volte la fascia ed è sempre al posto giusto per il gol. Kessie accompagna tutte le azioni, fa accelerazioni palla al piede, si inserisce: senza di lui manca sempre qualcosa”.

ALLEGRI“Max è diventato un allenatore veramente importante. Ci sono tante analogie tra me e lui, cominciando dalla toscanità, l’età di arrivo alla Juve, la finale di Champions subito o quasi. E la voglia di studiare, migliorarsi, cambiare: non è mai la stessa Juve durante la stagione o nel corso della partita. E dicevano che era un gestore. No, ha un sacco di idee nei momenti giusti. All’inizio è stato bravo a rispettare e mantenere il lavoro di Antonio Conte, poi ha fatto capire che all’estero si poteva fare di più. Ha grande qualità in campo, una coppia tecnicamente straordinaria come Dybala-Higuain, ma è stato bravo a convincere i giocatori che si poteva fare di più. Dite bravo ad Allegri per il 4-2-3-1, ha insistito e li ha convinti tutti. E tutti, in partita, prendono esempio dai compagni e si fanno forti. Pjanic è un grande regista che lavora come un mediano. L’importanza di Mandzukic non è quantificabile. Higuain è dovunque, si sacrifica per gli altri. Dybala gioca a tutto campo e in qualunque posizione ha colpi da fuoriclasse. Forse nessuno come Cuadrado può coprire e rilanciare sulla fascia. Il tutto arricchito dagli eterni… Buffon e i difensori. Non finiscono mai lui, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner, i nuovi. Nessuno nel mondo difende come la Juve, nessuno ha la stessa organizzazione. Nessuno fa il fenomeno da vent’anni come Buffon. Ma tutti al servizio dei compagni”.

CHAMPIONS“Non va commesso l’errore di giudicare il Monaco un avversario più facile: allora sì che potrebbe esserci un problema. Ma queste cose alla Juve non succedono: non sottovaluta nessuno. Certo, ci sono la velocità degli attacchi francesi, il recupero di Falcao, le qualità di Mbappé, ma, mi pare, anche qualche problemino in difesa. Poi in finale prenderei l’Atletico, in partita secca il Real avrebbe più soluzioni”.

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Ciao a tutti. Mi chiamo Giuseppe ed ho 21 anni. Frequento la facoltà di Culture digitali e della Comunicazione alla Federico II di Napoli e, oltre che appassionato di scrittura di articoli calcistici, amo la musica e suono la chitarra da circa dieci anni.