Italia, Toni: “Ingiusto incolpare solo Ventura. Binomio Ancelotti-Maldini potrebbe funzionare”

Luca Toni
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Anche Luca Toni, campione del mondo nel 2006 con l’Italia e ora dirigente dell’Hellas Verona, ha voluto esprimere la sua opinione riguardo alla clamorosa mancata quilificazione degli azzurri a Russia 2018. Ecco quanto riportato da Gazzamercato.it:

L’Italia è fuori dai Mondiali dopo 59 anni. Dove affondano le radici di questa debacle? “Purtroppo abbiamo sbagliato queste due partite in modo vergognoso, la Svezia era nettamente più scarsa di noi che invece non abbiamo affondato il colpo. Evidentemente, se siamo arrivati allo spareggio, dovevamo toccare il fondo per poi riformare tutto e ripartire da zero. Dobbiamo riscoprire talenti italiani forti e valorizzarli nel nostro campionato con ruoli da protagonisti, senza dover schierare calciatori che non giocano titolari nelle proprie squadre. Questo è inammissibile” .

Ventura è l’unico capro espiatorio o ci sono altri colpevoli? Alludo a Tavecchio…“Sarebbe sciocco e riduttivo dare le colpe solo a Ventura. E’ stato un fallimento complessivo a tutti i livelli. Bisognerebbe seguire il modello tedesco. Loro, quando fallirono calcisticamente, rifondarono ogni aspetto della federazione e adesso sono sul tetto del mondo. Basta alle cariche politiche, a capo di questo sistema ci vorrebbe un ex calciatore che ha vissuto questo mondo a pieno, e solo i tifosi dovrebbero eleggerlo”. 

Qual è il profilo giusto per ripartire e con quali prerogative? “Credo che il binomio Ancelotti – Maldini possa funzionare. Il problema che andrà affrontato in questi giorni sarà convincere un allenatore competente e forte ad accettare una sfida così complicata. Bisognerà puntare su giovani uniti con qualità umane e tecniche, ma c’è molto da lavorare soprattutto nei vivai che dovranno sempre più diventare un serbatoio ricco per le nazionali nostrane”.

11 anni fa lei fu tra i protagonisti della trionfale cavalcata Mondiale in Germania. Quale principale involuzione vede in questo movimento? “Eravamo un gruppo di uomini straordinari, forti e coesi per raggiungere l’obbiettivo. Avevamo un grande allenatore e noi titolari inamovibili che preferivano far parlare il campo e i suoi risultati piuttosto che le polemiche che avvenivano fuori dal rettangolo verde. Ci vuole grande unione, solo così si vince”.

Buffon, Barzagli e De Rossi suoi compagni di viaggio del 2006 hanno abdicato alla Nazionale… “Mi è dispiaciuto molto veder Gigi chiudere il suo percorso azzurro così. Non meritava lacrime così amare. Hanno lasciato un segno indelebile con la maglia della Nazionale, sono da esempio per tutte le nuove leve e spero che possano al più presto togliersi soddisfazioni importanti in campionato”.

Una serie A più che mai combattuta… Il pronostico di Luca Toni?  “La Juventus continua ad avere una rosa più attrezzata delle altre ed è abituata a vincere. Mentre il Napoli per arrivare a traguardi importanti deve cominciare a vincere anche senza convincere. La Roma e l’Inter le vedo pronte ma ancora un gradino sotto. C’è troppo divario tra le prime e le ultime. Bisognerebbe dare più soldi anche alle piccole neopromosse per dar loro modo di affrontare al meglio la Serie A”.

Da addetto ai lavori quali acquisti consiglierebbe alle prime della classe? “I bianconeri per rincorrere la Champions dovrebbe puntare su Toni Kroos. Pechè credo che le squadre che vogliono concorrere per grandi traguardi necessitino di un unico top player per ruolo che sposti gli equilibri, non servono più buoni giocatori sparsi per il campo”.

Luca Toni il goleador dei record un ricordo e un rimpianto su tutti? “Il trionfo al Mondiale è ciò che mi porterò dentro per tutta la vita soprattutto per come è stato raggiunto. Mentre lo Scudetto che ci sfuggì a Roma nel 2010 fa ancora male perché avevamo compiuto una cavalcata incredibile”.

Adesso che è diventato grande, in senso lato, quale futuro si prospetta? “Sto facendo il corso da allenatore per poter allenare a qualsiasi livello. Ma preferirei molto di più un ruolo dirigenziale per gestire l’aspetto umano di questo sport con la speranza di veder tornare l’Italia e la Serie A ad altissimi livelli”.

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