FIGC, Uva: “I casi di discriminazione negli stadi italiani sono diminuiti del 75% grazie ad un’azione combinata”

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In occasione di un incontro presso il liceo ‘Gaetana Agnesi’ organizzato dal Napoli nell’ambito della campagna UEFA #EqualGame, il DG della Federcalcio e vice presidente della UEFA Michele Uva ha rilasciato importanti dichiarazioni sulla questione del razzismo:

 

“I casi di discriminazione negli stadi italiani – ha sottolineato Uva – sono diminuiti del 75% grazie ad un’azione combinata tra Federazione, club e Forze dell’Ordine. Oggi, grazie ad una norma introdotta dalla FIGC, le società possono bandire per sempre dal proprio stadio i tifosi responsabili di comportamenti discriminatori, come avviene in Inghilterra”.

Oltre a Uva, all’importante convegno al quale hanno partecipato circa 1400 ragazzi compresi fra i 14 e i 20 anni, erano presenti anche il giornalista Alessandro Cecchi Paone,  il presidente dell’AIC Damiano Tommasi, il vice presidente del Napoli Edoardo De Laurentiis, il direttore della Comunicazione del Napoli Nicola Lombardo, il responsabile del dipartimento Media della UEFA Thomas Giordano, il presidente dell’associazione inglese contro le discriminazioni e il bullismo SportAllies Tristan Latarche e il preside del Liceo ‘Agnesi’ Giuseppe Vincolo. Presente anche il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly, il quale due stagioni fa è stato vittima di cori razzisti nel corso del match contro la Lazio disputato allo stadio Olimpico di Roma, e prorpio alla luce di questo raccapriccaiante episodio ha voluto lanciare un importante messaggio su questa delicata questione.

 

“C’è ancora molto da fare – ha dichiarato Uva a margine del forum organizzato al liceo ‘Agnesi’ – ma lo sport è il terzo gradino per fermare la discriminazione, insieme alla famiglia e alla scuola. L’Italia ha il dovere di diventare il primo centro di accoglienza e integrazione. Non dobbiamo mai mollare la presa e non far sentire escluso nessuno dei 60 mila ragazzi provenienti dall’estero tesserati per la FIGC”.

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