Da Pescara con furore: Massimo Oddo cerca il riscatto con l’Udinese

Db Bologna 09/06/2015 - play off Serie B / Bologna-Pescara / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimo Oddo

Il più delle volte capita che un calciatore, una volta divenuto allenatore, percorre la nuova avventura con la mentalità che il suo ruolo gli aveva imposto in passato. Eppure qualche eccezione c’è, con qualcuno che ha rivoluzionato totalmente la propria filosofia calcistica dopo essere passato dal campo alla panchina. Un esempio lampante? Massimo Oddo.

A Udine sono lontani i tempi in cui un certo Totò Di Natale, coadiuvato dalla presenza in panchina del sommo Francesco Guidolin, trascinava costantemente l’Udinese in Europa, tra playoff di Champions League e partecipazioni in Europa League. I talenti scovati dai Pozzo sono solo un’immagine sfocata nella mente dei tifosi friulani, i quali da ormai tre anni vedono un’accozzaglia di calciatori con un basso tasso tecnico caratterizzare l’undici titolare. Il basso livello è testimoniato anche dai risultati della squadra, che dalla stagione 2013/2014 in poi non ha mai superato i 44 punti.
Trend negativo proseguito anche nella stagione corrente, con i 12 punti in 13 gare raccolti dalla band friulana che sono costati l’esonero al tecnico Luigi Delneri.

La confusione mostrata dall’Udinese in questo primo terzo di stagione ha raggiunto apici che non si toccavano da anni, con Delneri che ha dimostrato di averci capito ben poco finora.
Innanzitutto mentalmente la squadra si prende pause lunghe intere partite, in particolar modo la difesa, che ha regalato in più frangenti gol tragicomici agli avversari: esempi lampanti sono i gol del Torino a Udine del 20/9, quelli subiti a Roma solo tre giorni dopo, o i doni porti alla Juventus nel 2-6 di della Dacia Arena.
Il centrocampo è statico e fuori forma, inoltre il dinamico 4-4-2 di Delneri prescrive velocità, sacrificio e mobilità, attualmente elementi assenti nella mediana bianconera.
Per finire, in avanti mancano i gol degli attaccanti, con Maxi Lopez e Lasagna che hanno raccolto solo 2 gol a testa, Perica ne ha siglato uno solo mentre Bajic è stato quasi inutilizzato. Troppi gli errori tecnici che hanno portato a un esonero inevitabile per Delneri.

Il licenziamento dell’ex tecnico di Chievo e Verona è arrivato il 21/11, a cui è seguita l’ufficialità dell’ingaggio di Massimo Oddo, il quale giunge a Udine dopo essere nato e cresciuto come allenatore al Pescara, facendosi conoscere tra pregi e difetti.
La sua caratteristica principale è certamente la personalità e la voglia di far sempre giocare la propria squadra, a prescindere dal pedigree della stessa. Il “suo” Pescara ha stupito proprio per questo, sia in positivo, sia in negativo.
Nell’anno della promozione, ottenuta dopo il playoff vinto contro il Trapani, il fluido gioco espresso ha raccolto consensi a destra e a manca, frutto di un palleggio veloce e di attaccanti abili nello spazio con il centravanti Lapadula che segnava a raffica. Da sottolineare con la matita rossa l’ “invenzione” Torreira regista, il quale sta stupendo l’intera Serie A con la Sampdoria da mediano, mentre in precedenza era un trequartista.
Nonostante tutti i rischi del caso, Oddo ha provato a imporre il proprio gioco anche una volta salito di categoria, cadendo però in un tunnel di sconfitte la cui fine è poi corrisposta all’esonero. Troppe le reti incassate, mentre pressoché nulle erano quelle siglate; conseguenze derivanti certamente da una rosa non all’altezza, con troppi calciatori inesperti e debuttanti nella categoria, seppur ingaggiati con il benestare dello stesso tecnico abruzzese.

Presentato in conferenza nella giornata di ieri, Massimo Oddo è già da due giorni al lavoro per insegnare la propria filosofia calcistica ai suoi nuovi calciatori, vedendo di adattare gli uomini a disposizione al suo tanto amato 4-3-2-1 di stirpe “Ancelottiana”, di cui si è innamorato da giocatore mentre era il Milan sotto la guida del tecnico emiliano, e che poi ha trasmesso a Pescara una volta allenatore. Adesso diamo un’occhiata alla possibile formazione tipo della nuova Udinese di Oddo.
In porta con tutta probabilità ci sarà in ballo un ballottaggio tra Scuffet e Bizzarri, con il primo che potrebbe avere la meglio. In difesa potremmo assistere alla rinascita di Widmer, sulla falsariga dell’esplosione di Zampano a Pescara, mentre gli altri tre saranno Danilo, Nuytinck e il prorompente Samir. I dubbi maggiori saranno in mediana, dove troviamo almeno cinque giocatori a contendersi tre maglie: attualmente sicuro del posto è Barak, vera sorpresa di quest’inizio di stagione; il “Torreira della situazione” potrebbe essere Behrami, nonostante i suoi deficit tecnici; infine, la mezz’ala mancina dovrebbe essere uno Jankto spento fin qui. Parte dietro nelle gerarchie Fofana. In attacco troviamo De Paul e Lasagna, molto stretti fra loro, alle spalle dell’ariete Maxi Lopez.

Il compito di “battezzare” Massimo Oddo alla prima con la sua nuova Udinese spetterà al Napoli di Maurizio Sarri, il quale fu sorprendentemente fermato sul 2-2 nella 1° giornata dello scorso campionato proprio dal Pescara di Oddo, a seguito di una prestazione di carattere, con tanto di bel gioco tanto ostentato e cercato, da parte degli abruzzesi.
In ogni caso, con il tempo dovuto, Massimo Oddo cercherà di ottenere quei risultati in Serie A mancati col il “suo” Pescara, mostrando alla critica che è possibile mostrare del bel calcio e porre l’estetica al primo piano sebbene si lotti per non retrocedere.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Napoletano di nascita ma fedele e viscerale interista dall'infanzia. La profonda passione per il calcio è una costante della mia vita. Amo la scrittura e le lingue straniere, in particolar modo lo spagnolo e il francese. Sogni? Diventare un rinomato scrittore, necessariamente felice.