#CrotoneMilan, Montella: “Dispiace pareggiare a Crotone, torniamo a casa arrabbiati. Orgoglioso della squadra”

Vincenzo Montella

Vincenzo Montella, tecnico del Milan, è intervenuto così ai microfoni di SkySport al termine di Crotone-Milan, commentando il pareggio ottenuto in terra calabrese.

Questi risultati preoccupano Montella? Non sono preoccupato, abbiamo avuto la giusta mentalità, bene nel secondo tempo. Siamo cresciuti con il passare dei minuti. La loro aggressività è venuta meno nella ripresa. Abbiamo avuto quattro o cinque occasioni per passare in vantaggio, la squadra si è calata bene nel match. La squadra ci ha creduto fino alla fine. Tecnicamente dobbiamo fare di più, ma ci siamo lavorando. Siamo poco risolutivi, ma è una realtà. Facciamo fatica con le squadre più corte”.

Difende sempre la squadra, ma vorrebbe di più? “Dispiace pareggiare a Crotone, ma gli equilibri possono cambiare. La squadra oggi mi è piaciuta non ho nulla da rimproverare ai miei: oggi abbiamo messo l’animo in campo. Faccio i complimenti a tutto il Crotone, sono stati ospitali. Torniamo a casa con un po’ di arrabbiatura. Siamo vivi, lavoriamo per migliorare”.

Chiederà qualcosa alla società? Vuole isolare di più la squadra? Ero nervoso, soprattutto per il cambio che c’ è stato. Un po’ di distrazione, ma la squadra ha risposto alla grande. La società sta facendo il proprio lavoro, sono sempre presenti. Nei giorni scorsi ci hanno chiesto di concentrarci per questo finale di campionato, l’ambizione di tutti è andare in Europa”.

Pensi che sia un problema di testa? “Nell’arco dei 90 minuti la squadra si è dimostrata affamata. La squadra ci crede, crede nell’Europa. vanno fatto i complimenti al Crotone. Ora il nostro destino dipende anche noi. Siamo consapevoli di ciò che dobbiamo fare”.

Si poteva fare meglio in questa stagione? “In determinate partite è fondamentale sbloccare le partite. Bisogna esser decisivi negli ultimi metri. Ci è mancato durante tutto l’anno questa cattiveria sotto porta. Per il resto bisogna lavorare ancora e guardare alla prossima partita. Bisogna essere costruttivi e non distruttivi”.

E’ un caso che le partite la risolvono spesso i difensori? Credo che sia una virtù, una risorsa in più. Ci sono dei pregi e dei difetti, i ragazzi devono credere in loro stessi, anche gli attaccanti. Non è pianificato, forse solo nelle ultime occasioni è successo”.

Cosa ne pensi di questa squadra? Sono totalmente orgoglioso di questi calciatori. Soffrivano la situazione che vivevano. Hanno avuto una crescita esponenziale, hanno creato un gruppo. Hanno ravvicinato il pubblico di San Siro, un pubblico esigente. Merito dei ragazzi, sento una vicinanza continua da parte dei tifosi. Noi vorremmo essere più avanti, ma non vedo un ragazzo che ha fatto meno delle sue potenzialità. A livello mentale sono cresciuti tantissimi”.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Napoletano di nascita ma fedele e viscerale interista dall'infanzia. La profonda passione per il calcio è una costante della mia vita. Amo la scrittura e le lingue straniere, in particolar modo lo spagnolo e il francese.