Corsa, qualità e difesa: la rivoluzione di Marcelino che fa sognare il Valencia

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Marcelino Garcia Toral, per tutti semplicemente Marcelino. In queste ore a Valencia non si parla di altro. E’ lui l’eroe che sta facendo volare il club spagnolo.

Dopo un paio di stagioni di caos totale, di poca chiarezza, Peter Lim è tornato ad investire sul calciomercato e si è affidato agli uomini giusti per scegliere il nuovo allenatore (dopo i vari tentativi degli anni passati). I risultati parlavano per lui, Marcelino poteva essere l’uomo giusto.

E’ un Valencia incredibile quello che stiamo vedendo in questa stagione. Una vera e propria rivoluzione rispetto all’annata scorsa. Sono cambiati i metodi di allenamento, quelli di alimentazione, è cambiato quasi tutto l’undici titolare e di conseguenza è cambiato l’umore della città e dell’ambiente. Ad oggi, la squadra di Marcelino è l’unica rivale che riesce, più o meno, a tenere il passo del Barcellona. In Liga i catalani sono primi a 35 punti (undici vittorie e due pareggi), il Valencia è a ruota con 31 punti (nove vittorie e quattro pareggi). Quello che stupisce, rispetto all’anno scorso, è l’enorme quantità di gol che riesce a segnare l’attacco valenciano: 33 gol in tredici giornate, solo uno in meno dell’attacco guidato dai fenomeni Messi-Suarez. In classifica, al momento, quattro punti di vantaggio sulle due di Madrid dopo averle già affrontate (2-2 in casa del Real, 0-0 in casa con l’Atletico).

Rispetto alla tredicesima giornata dello scorso campionato è cambiato tutto. Analizziamo l’undici titolare. Quello della passata stagione recitava: Alves, Garay, Abdennour, Mangala, Cancelo, Perez, Suarez, Siqueira, Rodrigo, Nani, Parejo. Quello di quest’anno ne conferma solo 3/11: Neto, Montoya, Gabriel, Garay, Gaya, Soler, Parejo, Kondogbia, Guedes, Rodrigo, Zaza. E’ cambiato il conto dei gol fatti e di quelli subiti. Dopo tredici giornate della Liga 2016/2017, il Valencia aveva segnato 17 gol (33 quest’anno) e ne aveva subiti 24 (12 quest’anno).

E’ una rivoluzione in tutto, negli uomini, nell’atteggiamento, nell’attaccamento alla maglia: Marcelino ha ridato il Valencia ai valenciani. Parejo messo a suo agio al centro del campo, titolari inamovibili i canterani Gaya e Soler. Ha ridato fiducia a Simone Zaza che è il principale antagonista di Messi nella classifica marcatori. Veder giocare il Valencia è semplicemente uno spettacolo.

Corsa, qualità e difesa: tutto merito del rivoluzionario Marcelino che fa sognare una città intera.

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