Cara Italia, ripartiamo dall’Europa per costruire il futuro

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La prima cosa che abbiamo pensato tutti, appresa la notizia dell’esclusione della nostra nazionale dal prossimo mondiale, è stato il “ripartire”.
Non sarebbe importato come, ne quando, ne con quali strumenti. Ci bastava solo un pizzico di speranza per superare un qualcosa che nemmeno avevamo immaginato possibile. Quello che non avevamo previsto, era però l’inevitabile contraccolpo che avrebbe inciso sul nostro calcio, demoralizzato e destabilizzato dai mutevoli aspetti di questa vicenda di portata colossale.

Speranza, che ha riportato il destro secco di Lorenzo “Il Magnifico” Insigne, uno che la panchina non la dovrebbe vedere nemmeno da infortunato. Una silurata all’angolino per chiudere un capitolo buio ed aprirne uno nuovo con il sempre più suo Napoli, che preso per mano da Sarri sta facendo vedere grandi cose in campionato.
Contraccolpo, perchè in Europa le cose, almeno fino a questo momento, stavano andando male, con i risultati che faticavano ad arrivare e con la qualificazione che resta molto ardua.

Speranza, perchè tra le italiane la Juventus è sicuramente la squadra che ha più possibilità di qualificarsi, vista anche l’ultima giornata contro un Olympiakos che ha più poco da dire a questa stagione europea, ed il vantaggio in classifica che la vede seconda.
Contraccolpo, perchè la Juventus, sul piano del gioco, sembra irriconoscibile, rispetto alla conquistatrice dell’anno passato. Tatticamente ha difficoltà a tenere il campo e spesso rischia anche grazie alla difesa che sta avendo non pochi problemi.

Speranza, perchè Di Francesco ha saputo dare un qualcosa in più a questa Roma, costruendole un gioco quasi perfetto che premia le punte e risalta i centrocampisti. Gli interpreti sembrano trovarsi molto bene negli schemi tattici e la squadra gira.
Contraccolpo, perchè se la situazione si fa difficile, i giallorossi si nascondono e spengono la luce. Proprio come contro l’Atletico, dove 70 minuti di equilibrio minuziosamente costruito sono stati distrutti da 10 minuti di follia.

Ora bisogna ripartire da qui, eliminando le imperfezioni e continuando la crescita sul modello bianconero degli ultimi anni. Non è possibile, ne tantomeno ammissibile, un passo indietro anche su questo piano, sul piano europeo dove è stato costruito molto con lavoro e dedizione, e non solo dalla Juventus.

Ripartiamo da qui, dai club, dalle emozioni delle notti magiche.

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Nato nel 96′ nella città “Superba per uomini e per mura” il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all’università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un’emozione dopo l’altra.